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2013

14 dicembre: festa di San Giovanni della Croce

«Se l’anima cerca Dio, molto più il suo Amato cerca lei »

Il 14 dicembre la Chiesa fa memoria di S. Giovanni della Croce (1542-1591) mistico spagnolo, Dottore della chiesa e Padre nel Carmelo di Teresa.

Uomo di profonda vita interiore e di preghiera sarà formatore nel suo Ordine, confessore e direttore spirituale di persone appartenenti ad ogni stato di vita ha una conoscenza particolare dell’animo umano e delle meraviglie che il Signore desidera compiere e compie nei cuori.

Per questo Giovanni ha tanto da dire anche a noi. Può accompagnarci, attraverso la conoscenza di Dio e la conoscenza dell’uomo, nei sentieri che conducono all’unione dell’uomo con Dio: è quanto gli sta più a cuore.

Alla scuola della Scrittura e della preghiera, è profondamente convinto che Dio per primo desidera entrare in comunione con noi. È Dio che ci ha amato per primo (I Gv).  Crede che «Se l’anima cerca Dio, molto più il suo Amato cerca lei » (Fiamma viva 3,28). 

Questa certezza è un balsamo per il cuore dell’uomo di tutti i tempi: ciascuno di noi è amato, cercato, desiderato e ci libera dall’illusione affannosa di doverci conquistare chissà cosa con le nostre povere forze! Non c’è niente che “tarpi le nostre ali” nell’accogliere il Signore perché il suo «desiderio è quello di esaltare l’anima,» è quello di donare e di donarsi”.

Ma chi è l’uomo per Giovanni? L’uomo è creatura di una altissima dignità perché amato da Dio, creato da Lui a sua immagine e somiglianza. Chiamato per vocazione alla comunione con il Signore, l’uomo è reso “capace” di Dio.

E chi è Dio? Il “Dio di Giovanni della Croce” è il Dio della Rivelazione, è Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo. È comunione d’amore che si apre ad accoglierci in Lui, che si “compromette” totalmente per l’uomo fino a donargli suo Figlio. Una delle Romanze dice: «Tre Persone fanno l’opera e Una sola la riceve, ed il Verbo si fa carne nel seno di Maria». I due misteri della fede cristiana: la Trinità di Dio e l’Incarnazione del Verbo sono centrali e fondamentali per la dottrina di Giovanni. Egli crede che l’amore chieda somiglianza fra le persone amate. In questa luce contempla il mistero dell’Incarnazione in cui Dio si fa simile a noi per farci simili a Lui e ci chiama a partecipare alla sua vita divina. Ecco la meta alla quale siamo chiamati.

Giovanni ci accompagna: ha particolarmente a cuore la formazione dell’interiorità della persona perché viva il passaggio dall’egoismo all’amore. Se il cuore non è libero perfino le cose sante possono essere un ostacolo per l’incontro con Dio e tante pratiche, preghiere… non toccheranno né cambieranno la vita. Aiuta la persona a mettere a fuoco le dinamiche interiori che la muovono perché accostandosi alla Parola, ai Sacramenti, ai fratelli, alla vita possa aprirsi alla Grazia.

È Gesù per noi l’Uomo nuovo. Giovanni. insiste sulla centralità di Gesù « In Gesù Dio ci ha dato e detto tutto»( II Sal22). A chi attende ancora rivelazioni o è in cerca di novità, Giovanni risponde che non abbiamo da aspettare altro, «guardiamo a Lui e vi troveremo più di quanto desideriamo», « è una miniera ricca di immensi tesori» (Cantico B.37,4), «fissate gli occhi in Cristo…abbiate un costante desiderio di imitarlo... Da Lui ci viene ogni bene», Lui è la via, in Lui la verità e la vita.

Ma dove avviene questa unione e l’incontro con il Signore? Avviene nell’interiorità, nel centro dell’anima. Dio ci abita, è nascosto nel nostro cuore e qui si deve cercarlo. «O anima bellissima fra tutte le creature, che desideri tanto conoscere il luogo dove si trova il tuo diletto per trovarlo ed unirti con Lui! Ormai ti è stato detto che tu stessa sei il luogo in cui dimora e il nascondiglio in cui si cela (C.B.1,7)»

È solo l’Amore che attira: si può uscire da ciò che non è secondo Dio solo se si è incontrato un Amore più grande che dà il senso, la gioia e la forza di lasciare altri amori. La pedagogia di Giovanni è tutta orientata ad aiutarci nel dare spazio in noi allo Spirito Santo, l’Amore che ama in noi e attraverso di noi.

 

Celebriamo la festa di questo grande mistico, con la S. Messa, sabato 14 dicembre alle 8:00, proprio nel tempo di Avvento: è significativo per preparaci al Natale, memoriale della nascita del Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, in cui Dio si fa povero per noi per arricchirci con la sua povertà; ci aiuti a contemplare con stupore e riconoscenza la grandezza e dignità che Lui per Amore ci ha donato.

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