LA REGOLA DEL CARMELO

 

Nel XII secolo alcuni crociati latini, si ritirarono sul monte Carmelo, un promontorio della Terra Santa, per condurre vita eremitica sotto la protezione della Beata Vergine Maria. Dopo aver sperimentato la loro vita solitaria a servizio del Regno di Dio chiesero al patriarca di Gerusalemme, Sant’Alberto, l’approvazione da parte della Chiesa del loro nuovo stile di vita. Sant’Alberto scrisse per loro questa Regola (tra il 1206 e il 1214) in cui è racchiuso il primo essenziale nucleo del carisma carmelitano. La vita dei primi carmelitani da puramente eremitica si trasformò in cenobitica, dando più importanza agli elementi della vita comune, poi, una volta che i carmelitani si trasferirono in Occidente furono definitivamente approvati come un ordine mendicante. Da eremiti a frati mendicanti, con nel cuore una profonda nostalgia di solitudine e di intimo colloquio con Dio vissuto nella preghiera solitaria quotidiana.

 

Ogni riforma carmelitana ha desiderato tornare alla purezza delle origini. Anche Teresa de Ahumada, monaca carmelitana dell’Incarnazione di Avila, ha sentito il fascino della Regola “primitiva”. Quando fondò le Carmelitane Scalze scelse la Regola come unica legge del suo nuovo monastero. Soltanto più tardi scrisse le Costituzioni per le sue monache, che stavano crescendo di numero, ma la Regola rimane un testo fondamentale di riferimento per ogni carmelitano/a scalza. 

 

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