Crocifissi

 

La Croce gloriosa del Signore Risorto è l’albero della mia salvezza eterna.

Di esso mi nutro, di esso mi diletto, nelle sue radici effondo le mie radici,

nei suoi rami mi distendo.

 La sua rugiada mi inebria, il suo spirito, come soffio delizioso, mi feconda.

Alla sua ombra ho posto la mia tenda e ho trovato riparo dalla canicola.

 Per i suoi fiori fiorisco, dei suoi frutti mi delizio e mi sazio, e colgo a mio piacimento i frutti preparati per me fin dalle origini.

Nella fame quest’albero è il mio nutrimento, sorgente per la mia sete, nella nudità il mio vestimento. Le sue foglie sono spirito di vita e non foglie di fico.

Nel timore quest’albero è la mia difesa, quando vacillo è il mio sostegno, quando combatto è il mio premio, quando vinco è il mio trofeo.

Quest’albero è per me l’angusto sentiero e la via stretta, è la scala di Giacobbe, è la via degli angeli, alla cui cima è inchiodato il Signore.

 

Quest’albero di dimensioni cosmiche si è elevato dalla terra al cielo, fondamento di ogni cosa, è il pilastro dell’universo, ossatura del mondo intero, vincolo universale che tiene unita l’instabile natura umana, rendendola stabile con i chiodi invisibili dello Spirito, affinché unita a Dio non possa mai più separarsene.

 

Albero, la cui cima tocca il cielo, che con i suoi piedi conferma la terra, nelle cui braccia aperte brilla l’amore infinito.

 Albero che era e che sarà tutto in tutte le cose e che è dappertutto.

 

Antica omelia pasquale

 

 

 

 

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Venerdì 28 settembre

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