Vangelo della Domenica della Sacra Famiglia

Come dire in poche parole il mistero che oggi celebriamo?

Innanzitutto è la Sacra Famiglia di Nazareth che festeggiamo: quella composta da Gesù, Maria e Giuseppe. Gesù: il Verbo di Dio fatto uomo, Maria: l’Immacolata Madre di Dio, Giuseppe: il Giusto, scelto da Dio Padre per tenere le sue veci in terra.

Non è nemmeno immaginabile la bellezza, la profondità, la semplicità e la normalità della vita condotta per trenta lunghi anni da queste tre Persone uniche ed eccelse, quanto umili e ordinarie. Quello che è certo è che Dio in quella casa era tutto e che tutto era per la Sua gloria. L’armonia era perfetta, la Pace e l’Amore vi regnavano sovrani. Questa piccola famiglia umana era davvero il riflesso della Famiglia per antonomasia: la Famiglia Trinitaria, composta da Dio Padre e Figlio e Spirito Santo, le Tre Persone uguali e distinte che sono Dio Trinità, eterna Comunione d’Amore.

A questi due sublimi e irraggiungibili modelli dovrebbero tendere le realtà famigliari umane: la grande famiglia umana, la famiglia delle Nazioni, la famiglia della Chiesa, la piccola famiglia domestica, voluta da Dio all’inizio della creazione, come base e motore di tutta la vita umana.

E’ il libro della Genesi che ci dice come Dio creò, volle e desiderò l’uomo: “…a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro:”Crescete e moltiplicatevi…” (Genesi 1, 27-28). Così nacque la famiglia umana: da piccolo nucleo a famiglia di popoli.

Dio volle l’uomo non solo e isolato, ma comunione di persone. Volle l’uomo famiglia.

La Sacra Famiglia che oggi celebriamo ci offre il modello della vita relazionale della famiglia ideale. Anzitutto la centralità di Dio. Tutto si muove verso il Tempio, verso la Pasqua e tutto scaturisce da lì. La vita di ciascuno e di tutti è nella totale dipendenza e nel pieno affidamento alla volontà di Dio. Si vive nella piena disponibilità ai disegni di Dio, anche quando ci sorprendono e ci spiazzano. Anche quando non si comprendono e non si condividono e richiedono sacrificio, rinuncia, sofferenza di ogni tipo e misura.

La famiglia umana è realtà in divenire e in cammino. Non è arrivata e perciò non si può riposare beatamente. Si riposerà quando arriverà alla mèta, ma finché è in viaggio è necessario che accetti di faticare e soffrire, così come l’ha accettato Gesù di Nazareth, Figlio di Dio fatto uomo. Così come hanno fatto anche Maria e Giuseppe e dopo di loro tutti i Santi.

Questa è verità difficile da capire e da accettare, per noi che vorremmo tutto e subito, tutto facile e comodo. Ma la logica di Dio è diversa. Lui sa il perché, che ci svelerà a suo tempo.

Noi ci fidiamo di Lui e ci affidiamo a Lui, mostrandogli chiaramente le nostre fatiche, ma sempre in spirito di obbedienza, di adorazione, di lode e di ringraziamento. Lui sa e vede tutto e a tutto provvede, alla Sua maniera, e noi adoriamo con amore la Sua opera di Salvezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

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