Una nuova creazione


Sul Vangelo della Prima Domenica di Quaresima

 

Il Vangelo di oggi ci presenta l’inizio dell’umanità nuova. La nuova creazione. Lo Spirito si libra sulle acque, compare l’Uomo nuovo Gesù, ma invece del giardino dell’Eden c’è il deserto. “Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto”. Perché l’uomo nuovo deve rinascere dalla polvere in cui lo ha riportato il peccato. E per fare questo deve “convertirsi e credere al Vangelo”, intraprendendo un modo di vivere nuovo, un cammino faticoso di ritorno al Padre dal quale si è allontanato. Un cammino che dura tutta la vita.

Aprendo gli occhi alla verità ci accorgiamo di non essere più nel giardino ideale dell’amicizia con Dio, con i fratelli e le sorelle e con tutta la creazione, bensì in un deserto di solitudine e di disagio, abitato da fiere che ci insidiano incessantemente e dal Tentatore che cerca con ogni mezzo di distruggerci. E’ la terra dell’inimicizia, una terra straniera, ossia estranea e avversa..

Ma in questa terra è venuto ad abitare Dio stesso: “Il Verbo si è fatto carne”. Il Paradiso è sceso nella terra di morte e lo Spirito di Dio è venuto a portare la riconciliazione e la risurrezione. Dal giorno in cui Gesù Dio fatto uomo ha disteso le braccia sulla croce, è morto ed è risorto, il deserto ha iniziato a germogliare e la solitudine è divenuta abitata da un Amico fedele, misericordioso e onnipotente, che cammina con noi, fatica e soffre con noi e come noi, ci aiuta, ci sostiene e ci guida alla mèta eterna. Non siamo più soli e non possiamo più essere disperati, perché Gesù è la nostra certa Speranza di un Futuro eterno, pieno di Felicità e di Amore.

Non è utopia. E’ certezza di Fede. E la Fede è la realtà più “ragionevole” che esista. Proviamo a pensare, a riflettere, a credere e le tenebre diventeranno come luce nell’intimo del nostro cuore. “Non ci sarà più notte e non avranno più bisogno di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà.” Ce lo dice il libro sacro dell’Apocalisse (22, 5). E per chi ha fede questa non è una realtà soltanto futura, ma anche presente. Nella misura in cui aderiamo a Gesù Cristo e al suo Vangelo lo possiamo sperimentare ogni giorno della nostra vita, fino al giorno in cui tutti i veli cadranno e vedremo Dio “faccia a faccia” e godremo in eterno dell’amicizia e dell’Amore pieno di Dio e di tutte le Sue creature.

 

 

 

 

 

 

 

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