La domenica della Santa Famiglia

La Festa della S. Famiglia è la festa della famiglia per eccellenza, di tutte le famiglie umane, di ogni popolo e nazione, in tutto il mondo. Per i cristiani ha un valore e un significato particolare, ma riguarda tutta l’umanità di ogni tempo e luogo, è rivolta ad ogni famiglia in quanto tale. La famiglia di Nazareth però non è una famiglia qualunque, anche se appare una famiglia normale, ma porta al mondo Colui che è la salvezza dell’umanità, la luce del mondo. Maria e Giuseppe portano al tempio di Gerusalemme Colui che è la speranza di Israele, promesso dai Profeti, annunciato dagli angeli. Simeone l’accoglie lodando e ringraziando il Signore: “…i miei occhi hanno visto la salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo Israele. Egli è qui per la caduta e la resurrezione di molti e come segno di contraddizione..”

Giuseppe, con la sua presenza accanto a Maria, rappresenta la paternità di Dio Padre che offre il Figlio al mondo, quel Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, che Giuseppe offre con Maria al Tempio, secondo la legge ebraica. Simeone rappresenta e significa l’Antico Testamento in attesa del Messia e prende fra le braccia e accoglie con gioia il Bambino che è l’inizio del Nuovo Testamento, della Nuova Alleanza fra Dio e l’umanità, che si realizzerà con la Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. Simeone preannuncia a Maria: “..anche a te una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori.” Dietro questo abbraccio di gioia si profila l’ombra della croce, ma è la speranza della redenzione, l’annuncio della resurrezione per una vita nuova donata a tutti gli uomini da quel Bambino che morirà e risorgerà per tutti.

“Il Signore è fedele al suo patto”.., si canta nel Salmo Responsoriale, e la I e la II Lettura testimoniano la fedeltà di Dio al suo patto di Alleanza con Abramo: “…conta le stelle, tale sarà la tua discendenza”; nella Lettera agli Ebrei si conferma che da Abramo “nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo.” Da Sara, ormai anziana e sterile, nacque infatti Isacco, “il figlio della promessa”, e Dio chiede ad Abramo proprio il suo sacrificio e “Abramo, messo alla prova, offrì Isacco: pensava che Dio è capace di fare risorgere dai morti, per questo lo riebbe come simbolo.” Nella Presentazione di Gesù Bambino al Tempio troviamo la realizzazione del simbolo ,il compimento della promessa antica. Giuseppe e Maria offrono il “Figlio” a Dio, con la coppia di colombi offerti in riscatto:“…portarono il Bambino Gesù a Gerusalemme per presentarlo al Signore, come è scritto nella legge: “ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore.”

Dopo l’incontro con Anna, simbolo dell’attesa di un popolo fedele all’Alleanza, che prega e aspetta nella speranza il Messia salvatore e liberatore, la piccola famiglia, conservando il ricordo degli incontri e di quelle parole, Maria e Giuseppe con il Bambino Gesù tornano alla loro casa e alla vita quotidiana. “ Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea alla loro città di Nazareth. Il bambino cresceva e si fortificava pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.” La famiglia continua a vivere come tutte le famiglie, nella semplicità della vita di ogni giorno, nel silenzio, nascosta nell’anonimato, nel piccolo borgo, fra pochi parenti e amici, come tutti, con i problemi di tutti. Giuseppe, Maria e Gesù, che cresceva come tutti, bambino, ragazzo, adolescente, giovane uomo, hanno conosciuto anche loro le difficoltà della vita quotidiana, la “crisi economica”, le tasse da pagare, il lavoro, forse scarso o non pagato, le fatiche di una famiglia, che non ha sicurezze, neppure conti in banca, ma conduce una vita semplice, sobria, nell’incertezza per il futuro, nei disagi per il freddo, le malattie, la morte di Giuseppe, come tutte le famiglie, le nostre famiglie.

Affidiamo alla Santa Famiglia di Nazareth le nostre famiglie, tutte le famiglie della nostra Parrocchia, del nostro paese, del mondo, specialmente quelle che soffrono per mancanza di amore, di unione, di concordia, per la mancanza di sicurezza economica, di lavoro, di abitazione e preghiamo confidando che su tutte le famiglie scenda la benedizione del Signore con la Presenza della Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe in ogni casa e in ogni persona.







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