Principi e usi dei primi monaci

 

Dal libro Principi e usi dei primi monaci

(cfr. Lib. I, cap. 2, An OC, 3 (1914-1916) pp. 348-349

 

La Parola di Dio si fece udire ad Elia, e gli disse: «Partiti di qua e dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Carith a oriente del giordano; quivi berrai al torrente e io ho comandato ai corvi che ti portino da mangiare». Ora noi monaci eremiti dobbiamo esaminare uno per uno questi preliminari e opportuni comandi, alla cui osservanza Elia venne mosso dallo Spirito Santo, e considerare queste promesse desiderabili al cui conseguimento fu spinto; e non solo nel suo significato storico, ma piuttosto quello mistico (…). 

 

 

 

 

Il fine della vita religiosa eremitica è duplice: uno che possiamo raggiungere con il nostro lavoro nell’esercizio delle virtù e con l’aiuto della grazia divina, e consiste nell’offrire a Dio un cuore santo e puro da ogni attuale macchia di peccato. A questo fine si arriva quando si è perfetti e in Carith, cioè nascosti nella carità (…). 

 

 

 

 

L’altro fine della vita religiosa eremitica, concesso per puro dono di Dio, consiste nel gustare in qualche modo nel cuore e sperimentare nella mente, non solo dopo morte, ma anche in questa vita, la virtù della divina presenza e la dolcezza della gloria celeste. 

 

 

 

 

 

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