Combattere la superficialità

 

 

Teresa ha sperimentato ciò che insegna nei suoi scritti sulla preghiera ed è fermamente convinta che sia possibile a tutti farne esperienza personalmente. Quando Teresa deve parlare della sua preghiera racconta la sua Vida perché vita e preghiera sono indissolubilmente intrecciate anche nei momenti più difficili.

Vediamo che consigli può dare a chi vuole cominciare questa avventura.

 

Nel nostro mondo non si fa altro che fare… e nemmeno con calma, ma …di corsa! Forse, per non pensare? Rientrare in se stessi fa paura eppure è dal “di dentro” che possiamo dirigere la nostra vita secondo gli ideali che desideriamo vivere. Se questo non accade siamo “vissuti”… non viviamo. La nostra pelle deve interessare a me e a nessun altro! Nessuno può prendersi la responsabilità di me stesso al di fuori di me. Come fare per non cadere nella superficialità, nell’incoerenza, nella massificazione? Teresa ti direbbe:

siediti: tranquillizzati e prendi un po’ di te per te, per incontrare il tuo Dio nel         cielo della tua interiorità;
taci: spegni l’i-pod, resta in silenzio per ascoltare le voci che si agitano dentro         di te; tra esse risuona dolcemente la voce di Dio;
*  distenditi: abbandonati, abbi fiducia, sei nelle mani di Dio;
* cambia aria: se vedi che qualcosa non va… abbi il coraggio di cambiare             schema, di lasciarti trasformare dalla voce di Dio che ti chiama a percorrere nuove strade;

* risveglia la tua interiorità: ama con tutto il tuo cuore, attiva la tua mente, sfida la tua volontà, guardati con stima, ascolta in profondità, leggi ciò che si nasconde dietro le apparenze. Rientra in te stesso.

C’è una domanda chiave per conoscere i movimenti del nostro cuore: che cosa sto cercando? Che cosa sto fuggendo?

 

Coltivare il nostro giardino

Teresa immagina la nostra vita come un giardino in cui Dio ha piantato svariate e bellissimi fiori e piante. E’ lui che ha dissodato e lavorato il giardino, quindi ce lo ha affidato per innaffiarlo. L’acqua per irrigarlo è la preghiera. Anche se l’orante trova mille difficoltà, ma vi rimane fedele… il giardino fiorisce: come, egli stesso non lo sa (Mc 5,27). Ai tempi di Teresa non c’era l’acqua corrente e cavar acqua dal pozzo è faticoso (cf. Libro della Vita c.11 e seguenti). Per irrobustire le nostre braccia Teresa propone un po’ di “allenamento”: esercitarsi nella virtù. Lo sai che virtus in latino vuol dire forza? Le tre virtù che Teresa indica come essenziali per chi vuole vedere dei frutti sono: l’amore fraterno, la libertà interiore e l’umiltà, cioè il coraggio di vivere nella verità. Occorre temprare la volontà perché pregare non è un’impresa facile e di breve scadenza. Il rapporto di amicizia con Dio interessa tutto il nostro cuore che ha bisogno di tempo per maturare, per esprimersi in tutte le sue potenzialità.

 

Avere grandi desideri

Non si può partire per questa avventura senza avere grandi desideri. Teresa insiste molto su questo punto. Avere una mèta alta ci permette di camminare con generosità. Gesù nel vangelo non rimprovera Giacomo e Giovanni perché desiderano sedere uno alla sua desta e uno alla sua sinistra. Non è un male voler essere grandi… ma Gesù insegna la stessa strada che percorrerà lui: quella del servizio e del dono di sé per amore (Mc 10, 35-40). Teresa scrive: Dobbiamo molto faticare, e sforzarci di aver generosi desideri (Cammino di Perfezione  4,1). Dio non è insensibile ai nostri desideri, perché è un Padre buono anzi, trovando anime disposte, non vorrebbe far altro che donare (Pensieri sull’Amore di Dio 6,1). Avere grandi desideri guarisce anche la nostra autostima, spesso ferita e umiliata. Teresa invita l’orante a non scoraggiarsi mai, a non ripiegarsi, a non cadere in quella falsa valutazione di sé per cui non ci si sente favoriti  e sostenuti da Dio e quindi giustificati a fermarsi o  a tornare indietro sulla via della santità:

 

Agire diversamente e credere di non essere fatti per quei grandi favori è, un avvilirci senza ragione.

Chi non sa di essere ricco, come può spendere con larghezza e giovare ad altri? Data la debolezza della nostra natura, se non ci si riconosce favoriti da Dio, credo che sia impossibile aver animo per grandi cose. Siamo così miserabili e così portati alle cose della terra, che chi non è convinto di aver già un pegno di quelle del cielo, ben difficilmente può staccarsi dal mondo e disprezzarlo. (Vita 6, 4.6).

Importa molto per la nostra debolezza sostenerci con grande confidenza, né mai lasciarci scoraggiare, persuadendoci che, volendolo, possiamo uscirne con vittoria (Vita 31,18).

 

Teresa conosce un Dio che non si lascia vincere in generosità, che prima ci colma di doni e poi ci chiede di metterci coraggiosamente in cammino stringendo la nostra mano nella sua.

 

 

Cercare un maestro e buoni amici

Un’altra fatica di Teresa fu il non avere una guida spirituale, aiuto insostituibile per chi desidera diventare un orante secondo il vangelo.

 

Mi piaceva leggere e cominciai a starmene in solitudine a confessarmi spesso e a intraprendere quel cammino di preghiera, tenendo quel libro come maestro.

Fin allora non avevo un maestro, un confessore che mi capisse, e lo cercai senza trovarlo per altri vent’anni con mio grandissimo danno per essere tornata tante volte indietro con il rischio di perdermi del tutto (Vita 4,7).

 

Ai confessori, a coloro che avevano studiato quella teologia che a lei era negata, Teresa ha aperto il proprio cuore ansiosa di conoscere la verità di se stessa e di discernere la volontà di Dio scritta nel segreto del suo cuore.

Teresa ci insegna che non è possibile camminare da soli sulla via della preghiera perché è essenzialmente un cammino ecclesiale. Per questo ha fondato i monasteri della Carmelitane Scalze perché le sorelle si aiutassero vicendevolmente in questo cammino per le vie dell’interiorità. Teresa è una santa dell’amicizia e consiglia di circondarci di amici che si prefiggono la nostra stessa mèta, hanno i nostri stessi ideali per sostenersi nel cammino della fede. Da soli è tutto molto più faticoso.

 

Buoni libri

Teresa faticò molto a intraprendere la strada della preghiera per mancanza di formazione, infatti a quel tempo le donne non erano istruite. In casa di Teresa c’era il gusto della lettura e a Teresa piaceva molto leggere. Sulla sua strada ha trovato persone che le consigliarono vari libri di preghiera e la loro lettura le ha cambiato la vita. Saper fermarsi e prendere tempo per la cura della propria formazione spirituale è fondamentale. Nessuno può farlo al posto nostro! Molti saranno i libri che hanno nutrito l’anima di Teresa. Teresa ci avverte anche che “innamorarsi” di letture superficiali rende a poco a poco anche la nostra anima superficiale, incapace di scendere in profondità (Vita 1,1).

Teresa, già esperta si portava alla preghiera un libro “speciale”: il Vangelo. Le sue parole la raccoglievano e la mettevano alla presenza di Gesù.

Oggi su internet puoi trovare molte letture… sceglile con cura, perché quello che leggi ti forma, ti plasma.

 

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